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11 gennaio 2006

DVD A PREZZI ASTRONOMICI? NO GRAZIE, COPIA PRIVATA!

“Oh via, stasera ho proprio voglia di vedermi un bel film! Guardiamo un po’ cosa trasmettono in televisione… Bah, era da immaginarselo, le solite cagate, meglio noleggiare un bel film novità in dvd!”. Appena tornato a casa dal videonoleggio, inserisco il disco nel mio lettore, pregustando di già la visione con la qualità audio e video propria dei film in dvd ed invece la prima cosa che vedo è uno spot contro la pirateria audiovisiva che mi informa, con molta (troppa!!!) enfasi che il download di film da internet è come rubare, che rubare è contro la legge e subito di seguito compare un prospetto in cui è scritto quali azioni sono considerate reati e le relative sanzioni penali. Tra queste compare anche la scritta “copiare questo dvd”. “Cosa???” esclamo io “Ma che castronerie vanno dicendo??? Ma siamo matti???” e mi prometto di andarmi a riguardare la legge sul diritto d’autore. A fine film accendo il pc, mi collego ad internet e vado a cercare la Legge 22 aprile 1941 n. 633 sulla “protezione del diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo esercizio”. La trovo su http://www.interlex.it/testi/l41_633.htm, la stampo, la comincio a leggere e trovo la parte relativa alle sanzioni penali (dall’art. 171 in poi), ma se non avete voglia di leggervela tutta vi capisco in pieno perché è un vero casino, roba da mettersi le mani nei capelli!!!

Purtroppo non c’è niente da dire in merito alla eccessiva criminalizzazione per chi utilizza senza scopo di lucro i programmi di condivisione file (i cosiddetti file-sharing o P2P) per ottenere dalla rete musica, film, programmi per elaboratore o altro materiale protetto dal diritto d’autore, ma anche qui esiste una netta distinzione tra chi immette sulla rete opere protette (il cosiddetto “uploader”) da chi le scarica solamente (il “downloader”). Per quanto riguarda il download, in base all’art. 174-ter della legge chiunque abusivamente utilizza, anche via etere o via cavo, duplica, riproduce, in tutto o in parte, con qualsiasi procedimento, anche avvalendosi di strumenti atti ad eludere le misure tecnologiche di protezione, opere o materiali protetti, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria di euro 154,00 (elevata ad euro 1.032,00 in caso di recidiva o di fatto grave per la quantità delle violazioni) e con le sanzioni accessorie della confisca del materiale e degli strumenti nonché della pubblicazione del provvedimento su uno o più giornali quotidiani a diffusione nazionale. L’upload è invece punito in maniera più grave; infatti in base all’art. 171-ter comma 2 lettera a-bis, chiunque, a fini di lucro, comunica al pubblico immettendola in un sistema di reti telematiche, mediante connessioni di qualsiasi genere, un'opera dell'ingegno protetta dal diritto d'autore, rischia la reclusione da uno a quattro anni e la multa da cinque a trenta milioni di vecchie lire nonché le sanzioni accessorie.

E bravo il nostro caro ex-ministro Urbani che ha voluto colpevolizzare i ragazzini che si scaricano i file mp3 dalla rete perché magari non hanno i soldi per permettersi un cd musicale che costa una sassata!!!
Grazie alle invenzioni altrui il tenore della nostra vita è senza dubbio migliorato, ma allo stesso tempo è nata anche l'esigenza di proteggerle queste invenzioni. A tal proposito è nata la legge sul diritto d’autore, sia al fine di stabilire in modo inequivocabile la paternità dell'opera, sia con lo scopo di assicurare all'autore la possibilità di sfruttarla sul piano economico. Se da una parte è giusto che le opere dell’ingegno siano protette contro gli abusi, sarebbe opportuno tuttavia anche ricordare che, accanto ai diritti degli autori e degli editori, esistono anche i diritti degli utilizzatori di queste opere. Questo discorso vale però soprattutto per le grandi multinazionali dei produttori discografici e cinematografici e non per i singoli autori; esse pensano soltanto al “Dio Soldo” a discapito dei consumatori; possono permettersi di fare il buono e il cattivo tempo, arrivando persino a fare enormi pressioni ai politici perché approvino leggi in loro favore. La cosa preoccupante è che tutto questo non avviene solo in Italia, ma nell’intero pianeta!!! Guardate che puttanate sono arrivati a fare alla Sony BMG (http://punto-informatico.it/p.asp?i=55950): inserendo alcuni cd musicali nei lettori del proprio pc, si attiva una procedura automatica che installa all'insaputa dell'utente un rootkit per impedire la copia illegale del cd. La cosa più grave, oltre ad ingannare gli utenti, è quella però di rendere vulnerabile il pc ad attacchi esterni!!! Ovviamente sono scattate denunce in tutto il mondo e la Sony BMG è stata “costretta” a ritirare i prodotti incriminati dal mercato. Il discorso qui però comincerebbe a farsi troppo lungo, quindi torniamo all’argomento principale del post.

Il ministro, ma soprattutto le major discografiche e cinematografiche, infatti, tendono colpevolmente a ricordarci quali terribili punizioni, di natura amministrativa o penale, caleranno su di noi in caso di violazione dei diritti d'autore o dei diritti connessi, “dimenticandosi”, più o meno volontariamente, di spiegare a tutti quali sono invece i diritti (o meglio “eccezioni” e “limitazioni” al diritto d'autore, come vedremo più avanti) degli utilizzatori delle opere dell'ingegno, diritti che sono scritti nero su bianco in quella stessa legge che fa tanto paura.
L’affermazione “è vietato copiare il dvdè vera soltanto in parte!!! Sorpresi? Ve lo dimostro subito. Esiste infatti un confine netto e ben individuabile tra “pirateria audio-visiva” e “copia privata” sacrosanta, anche se pochi sanno dove si trova. Se spulciate bene la legge sul diritto d’autore vi imbatterete nella seguente serie di articoli:

Riproduzione privata ad uso personale.
Art. 71-sexies
1. E' consentita la riproduzione privata di fonogrammi e videogrammi su qualsiasi supporto, effettuata da una persona fisica per uso esclusivamente personale, purché senza scopo di lucro e senza fini direttamente o indirettamente commerciali, nel rispetto delle misure tecnologiche di cui all'articolo 102-quater.

“Ma che palle questi legislatori, ti fanno rimbalzare come una pallina tra un articolo e l’altro!!! Andiamo prima a vedere cosa diavolo intende la legge per misure tecnologiche di protezione…”

Misure tecnologiche di protezione. Informazioni sul regime dei diritti.
Art. 102-quater
1. I titolari di diritti d'autore e di diritti connessi nonché del diritto di cui all'art. 102-bis, comma 3, possono apporre sulle opere o sui materiali protetti misure tecnologiche di protezione efficaci che comprendono tutte le tecnologie, i dispositivi o i componenti che, nel normale corso del loro funzionamento, sono destinati a impedire o limitare atti non autorizzati dai titolari dei diritti.
2. Le misure tecnologiche di protezione sono considerate efficaci nel caso in cui l'uso dell'opera o del materiale protetto sia controllato dai titolari tramite l'applicazione di un dispositivo di accesso o di un procedimento di protezione, quale la cifratura, la distorsione o qualsiasi altra trasformazione dell'opera o del materiale protetto, ovvero sia limitato mediante un meccanismo di controllo delle copie che realizzi l'obiettivo di protezione.
3. Resta salva l'applicazione delle disposizioni relative ai programmi per elaboratore di cui al capo IV sezione VI del titolo I.
Art. 102-quinquies
1. Informazioni elettroniche sul regime dei diritti possono essere inserite dai titolari di diritti d'autore e di diritti connessi nonché del diritto di cui all'art. 102-bis, camma 3, sulle opere o sui materiali protetti o possono essere fatte apparire nella comunicazione al pubblico degli stessi.
2. Le informazioni elettroniche sul regime dei diritti identificano l'opera o il materiale protetto, nonché l'autore o qualsiasi altro titolare dei diritti. Tali informazioni possono altresì contenere indicazioni circa i termini o le condizioni d'uso dell'opera o dei materiali, nonché qualunque numero o codice che rappresenti le informazioni stesse o altri elementi di identificazione.

Fatto. Torniamo però ora all’art. 71-sexies comma 1. Quindi da quello che c’è scritto nell’articolo si evince che non è vero che copiare il dvd è totalmente illegale!!! E’ infatti consentita la riproduzione di “fonogrammi e videogrammi” su qualsiasi supporto (cd, musicassette, dvd, minidisk, lettori mp3, i-pod, schede di memoria e chi più ne ha più ne metta) da parte di una persona fisica purché senza scopo di lucro e senza fini direttamente o indirettamente commerciali, nel rispetto delle misure tecnologiche di protezione. La duplicazione deve essere privata e per uso esclusivamente personale, quindi non deve essere in alcun modo resa pubblica (non è considerata pubblica l’esecuzione dell'opera entro la cerchia ordinaria della famiglia, degli amici o della scuola) e non deve essere regalata, prestata né tanto meno venduta a terzi.
Ma proseguiamo nella lettura della legge…

Art. 71-sexies
2. La riproduzione di cui al comma 1 non può essere effettuata da terzi. La prestazione di servizi finalizzata a consentire la riproduzione di fonogrammi e videogrammi da parte di persona fisica per uso personale costituisce attività di riproduzione soggetta alle disposizioni di cui agli articoli 13, 72, 78-bis, 79 e 80.

La riproduzione dell’opera deve essere effettuata proprio dalla persona che si terrà la copia, non da terzi.

Art. 71-sexies
3. La disposizione di cui al comma 1 non si applica alle opere o ai materiali protetti messi a disposizione del pubblico in modo che ciascuno possa avervi accesso dal luogo e nel momento scelti individualmente, quando l'opera è protetta dalle misure tecnologiche di cui all'articolo 102-quater ovvero quando l'accesso è consentito sulla base di accordi contrattuali.

In base a questo comma è quindi possibile, ad esempio usando un comune videoregistratore, effettuare riproduzioni di programmi di emittenti televisive pubbliche o private, ma non ad esempio quelli di Sky, il cui accesso è consentito sulla base di un abbonamento da pagare, quindi da accordi contrattuali.
“Ahi, ahi! Che leggo!!! In base al comma 3 la riproduzione privata ad uso personale non può essere effettuata se sono presenti le protezioni anticopia. Ma allora a che gioco giochiamo??? Ma andate tutti (i legislatori) a quel paese…”.

Art. 71-sexies
4. Fatto salvo quanto disposto dal comma 3, i titolari dei diritti sono tenuti a consentire che, nonostante l'applicazione delle misure tecnologiche di cui all'articolo 102-quater, la persona fisica che abbia acquisito il possesso legittimo di esemplari dell'opera o del materiale protetto, ovvero vi abbia avuto accesso legittimo, possa effettuare una copia privata, anche solo analogica, per uso personale, a condizione che tale possibilità non sia in contrasto con lo sfruttamento normale dell'opera o degli altri materiali e non arrechi ingiustificato pregiudizio ai titolari dei diritti.

Il comma 4 stabilisce che i titolari dei diritti d’autore debbano consentire alla persona fisica, che abbia acquisito il possesso legittimo di esemplari dell'opera o del materiale protetto, ovvero vi abbia avuto accesso legittimo, la possibilità di effettuare sempre una copia privata, anche soltanto analogica, per uso personale, nonostante siano presenti nell’opera misure tecnologiche di protezione di cui all'art. 102-quater. Alcuni avvocati (dai quali io però non mi farei mai difendere in questo caso!!!) sostengono, presumo per questo motivo, che sia un reato riprodurre digitalmente un’opera dell’ingegno protetta contro la copia illegale da misure tecnologiche di protezione e che sia soltanto possibile effettuare una riproduzione analogica. Io, invece, propendo per la tesi contraria in quanto nell'art. 171-ter alla lettera f-bis c'è scritto chiaramente che “è punito, solo se il fatto è commesso per uso non personale, con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da cinque a trenta milioni di lire chiunque a scopo di lucro fabbrica, importa, distribuisce, vende, noleggia, cede a qualsiasi titolo, pubblicizza per la vendita o per il noleggio, o detiene per scopi commerciali, attrezzature, prodotti o componenti ovvero presta servizi che abbiano la prevalente finalità o l'uso commerciale di eludere efficaci misure tecnologiche di cui all'art. 102-quater ovvero siano principalmente progettati, prodotti, adattati o realizzati con la finalità di rendere possibile o facilitare l'elusione di predette misure”.
Su questo punto cruciale della legge regna però l'anarchia più totale, in quanto, con la scusa della pirateria audio-visiva, i titolari dei diritti inseriscono nelle opere intellettuali misure tecnologiche di protezione (come CSS Content Scrambling System sviluppato dalla società Macrovision, leader nel settore delle misure anticopia) che di fatto impediscono anche la copia analogica.
In merito alla questione suddetta due domande sorgono allora spontanee:

  1. Come può fare una persona fisica, legalmente in possesso di un’originale dell’opera, ad effettuare la propria copia privata ad uso personale, anche soltanto analogica, se di fatto non gli è consentito dalle misure tecnologiche di protezione?
  2. Per quale cazzo di motivo una persona fisica che vuole effettuare la propria copia privata ad uso personale, anche soltanto analogica, deve rispettare la legge evitando di aggirare le misure tecnologiche anticopia, quando i primi a non rispettarla sono non tanto i titolari dei diritti d’autore, ma le major, titolari dei diritti connessi?

A questo punto “occhio per occhio, dente per dente”: se una persona fisica ne è capace, si crea una riproduzione privata ad uso personale digitale dell’opera, altrimenti se non ne è capace, se ne crea soltanto una analogica, punto e basta!!! Dopo tutto, come vedremo più avanti, tutti noi paghiamo uncompenso” per poter usufruire di codesta eccezione.

Qualcuno di voi però potrebbe obiettare: “Ok, per chi duplica dall’originale cd e dvd protetti contro la copia non c’è la galera (ci finisci soltanto se viene commesso il fatto per uso non personale ai sensi dell’art. 171-ter), ma ti becchi una bella sanzione amministrativa che ti passa la voglia di rifarlo un’altra volta, in quanto nell’art. 174-ter c’è scritto “chiunque abusivamente utilizza, anche via etere o via cavo, duplica, riproduce ecc. ecc.” e non viene fatta nessuna menzione all’uso personale”. Qui, quello che ci salva dalle sanzioni amministrative è soltanto la parola “abusivamente”: la copia privata ad uso personale è soltanto un’eccezione al diritto esclusivo di riproduzione spettante ad autori, artisti e produttori; quindi, se in virtù di tale eccezione al consumatore persona fisica è consentito di riprodurre legalmente, per uso esclusivamente personale, fonogrammi e videogrammi, tale fatto non può essere considerato un abuso e di conseguenza non può essere sanzionabile in nessun modo, neppure dal punto di vista amministrativo.

Ma è veramente possibile che sia tutto così facile? Come può essere legale duplicare un cd o un dvd originale?
Tutto ciò è assolutamente possibile, tanto è vero che tutti noi quando acquistiamo un cd o un dvd vergini, paghiamo un “compenso” sui supporti registrabili proprio al fine di risarcire i titolari dei diritti per il mancato guadagno derivante dall'esistenza del diritto alla copia privata. E' la stessa legge sul diritto d'autore a prevedere che gli autori vengano remunerati per il mancato guadagno derivante dalla copia privata con il compenso stabilito dall'art. 71-septies e seguenti.
Anche la SIAE  sul suo sito ribadisce ciò che ho appena detto:
http://www.siae.it/UtilizzaOpere.asp?click_level=0600.1100.0100&link_page=MusicaMFV_CopiaPrivataNormativa.htm.
Basta che le riproduzioni private ad uso personale vengano create mediante l’utilizzazione di apparecchi di registrazione e supporti vergini per i quali sia stato corrisposto il compenso e nessuno avrà problemi legali di alcun genere.

Chi vuole approfondire, può andarsi anche a leggere questo breve articoletto (http://punto-informatico.it/p.asp?i=51907) che riguarda una sentenza del tribunale di Montpellier in Francia (quello sì che è un Paese “avanti” mica il nostro!!!) in cui una persona, al quale erano stati rinvenuti in casa circa 500 film non originali, è stata totalmente assolta in quanto erano stati creati dall’originale per uso strettamente personale. Da considerare che la legislazione sul diritto d’autore in Francia è uguale a quella dell’Italia, in quanto entrambi i Paesi hanno recepito la relativa direttiva comunitaria nella quale sono presenti le linee guida per equiparare la legislazione di tutti gli Stati membri dell’Unione Europea.

Il mio invito, dunque, è quello di prendere coscienza di quali siano i propri diritti, ma soprattutto di evitare di sporcarsi la fedina penale per scaricare da internet il cd o il film, di cui potremmo venire legalmente in possesso in versione originale, e che potremmo (ribadisco) legalmente duplicarci.
In più volete mettere la soddisfazione di crearvi una bella videoteca con pochi euro e di metterla nel fiocco alle major che, per il solo profitto, tengono alti i prezzi di cd e dvd non guardando in faccia a nessuno???
Questa, secondo me, è la vera lotta da fare per cercare di ottenere l'abbassamento dei prezzi di cd e dvd originali. Fintantoché esisterà il cosiddetto “pollo da spennare”, i prezzi rimarranno tali e quali, portando come scusa la pirateria audio-visiva! Se si sceglie invece di non acquistare per niente cd o dvd, come sostiene qualcuno, ci rimettiamo, in quanto ci priviamo di un qualcosa di nostro, perché le opere intellettuali, se andiamo a vedere, non fanno altro che accrescere la nostra cultura.
Le major spiegano che il consumatore, acquistando un cd/dvd, acquista il solo diritto alla riproduzione domestica, per cui qualsiasi altro uso va considerato illegale. Chi compra un cd/dvd, oggi, dunque, ne acquista uno specifico e limitato diritto di fruizione. Allora se il consumatore ha soltanto diritto alla “riproduzione” domestica (andatevi a vedere però cosa dice l'art. 13 della LdA su cosa si intende per riproduzione...), che le multinazionali abbassino i prezzi dei cd/dvd. I prezzi attuali dei cd/dvd solo per ascoltare/vedere un cd/film sono un latrocinio bello e buono!!! Sbaglio? Mi pare proprio di no...
Per carità, ognuno è libero di fare ciò che si sente di fare, anche di continuare a “regalare” nel corso della propria vita migliaia di euro in “beneficenza” alle case disco-cinematografiche quando non ce n'è effettivamente il bisogno!
Intanto io, finché i prezzi rimarranno tali, piuttosto che “sputtanare” 20-25 euro in un cd/dvd, a parità di costo mi compro un bel libro!

Non prendete tutto quello che vi viene detto come oro colato, bensì verificate, quando possibile con il metodo scientifico, tutto ciò che vi viene propinato: la conoscenza è tutto nella vita!




permalink | inviato da il 11/1/2006 alle 17:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa


 

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