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REFERENDUM: IO VOTERO 4 SI'

A pochi giorni dal referendum sulla procreazione medicalmente assistita posso finalmente anch'io dire la mia. Per quanto riguarda il 1°, 2° e 4° quesito non ci ho mai pensato più di tanto: 3 SI' senza ombra di dubbio. Il 3° quesito è stato quello che mi ha fatto pensare parecchio, ma sono giunto alla conclusione che voterò SI' anche a quello. Il 3° quesito è quello che in questi giorni ha fatto scoppiare letteralmente una "guerra" tra gli astensionisti ed il comitato per il NO, contrapposti al comitato per il SI', e che riguarda la tutela della vita dell'embrione umano. Io andrò a votare 4 SI' sia perché non mi va bene la legge così com’è, sia perché, come ho già detto, il referendum è l’unico strumento che abbiamo da cittadini per far sentire la nostra voce.

La chiesa ed anche alcuni comitati, come scienza e vita, chiedono al cittadino di non andare a votare avvalendosi del discorso che "SULLA VITA NON SI VOTA", dirottando la questione sul punto di vista morale ed etico. Ma perché se la legge 40 per loro è giusta così com'è, non vanno a votare NO invece di astenersi? Guardate cosa dice chi propone di non andare a votare (http://www.referendumfecondazione.it) e ditemi se è una cosa sensata e che sta in piedi, dopo ovviamente aver letto gli articoli della legge.

E bravi gli astensionisti! Andiamocene tutti al mare a gozzovigliare, invece di fare il nostro dovere di cittadini. Tanto chi se ne frega, se qualcuno ad esempio, GRAZIE al NON voto di qualche cittadino italiano, NON potrà avere neppure la speranza di ottenere una cura per la malattia genetica di cui soffre. Purtroppo in questo cazzo di mondo sembra che stia prevalendo e dilagando l'egoismo: quando "IO STO BENE DI SALUTE, CHI SE NE FREGA SE GLI ALTRI STANNO MALE. TANTO PEGGIO PER LORO!".

Quello che più mi fa incacchiare, inoltre, è che la chiesa non dovrebbe fare politica, ma preoccuparsi di curare le anime delle persone, dovrebbe limitarsi a fornire le linee guida su ciò che pensa, non riempire né le cassette delle lettere di volantini che incitano all'astensione, né le menti di chi va alla messa la domenica, "costringendo" i fedeli a non votare, dicendo che è peccato votare sì, arrivando persino a minacciare i futuri votanti di scomunica (anche se poi, giustamente, ha smentito).

Secondo me, nessuno di noi può arrogarsi il diritto di decidere per gli altri in uno stato liberale e democratico come il nostro. Se, secondo la mia coscienza, la mia morale, io non sono d'accordo sul fare una cosa, anche se è permessa dalla legge (vedi ad esempio l'aborto), non la faccio, punto e basta! Ma, ripeto, non posso di certo costringere gli altri a comportarsi come voglio io, altrimenti si ritorna all'epoca del fascismo... Non vai a votare? Tutto ok! Vai a votare? Olio di ricino e minaccia di scomunica! Purtroppo però, come ho sentito dire in giro, la maggior parte delle persone che, come me sono cattoliche, si fanno cuocere il cervello da quel prete, o da quell'altro vescovo, che dice loro cosa devono fare.

MA, DICO IO, NON SIAMO PROPRIO CAPACI DI PENSARE CON LA NOSTRA TESTA? EVIDENTEMENTE NO... E questo mi spaventa, e non poco!!!

Chiunque ha davanti il testo, si rende conto che nella legge 40 non c'è scritto niente in merito alla tutela della vita in modo esplicito. Quindi perché creare interferenza quando il problema non sussiste? Perché creare false informazioni? Avete letto il testo della legge? Dove si trovano le parole che dovrebbero tutelare l'embrione come forma di vita, come ci vorrebbe far credere la chiesa o il movimento per la vita? Io non la vedo questa tutela: vedo soltanto un accenno di ciò nell'art. 1 della legge.

La cosa che più mi dispiace è che con tutta probabilità il referendum non sarà valido perché non verrà raggiunto il quorum: siamo un paese di bigotti e ci facciamo impressionare dai discorsi della chiesa.

Io sono credente quindi, secondo me, dal momento della fecondazione dell'embrione, ci troviamo di fronte ad una FORMA DI VITA, con tanto di ANIMA (Tommaso d'Aquino NON docet). I biologi, invece, ci dicono che la vita di un essere umano inizia dopo i 90 giorni, perché nell'embrione, prima di tale periodo, ogni traccia di attività elettrica, presente in un sistema nervoso centrale funzionante, è assente; attività che viene considerata essenziale per distinguere le persone vive da quelle legalmente morte. Secondo me quello che dicono i biologi è un'emerita stronzata: la vita inizia dal momento in qui il DNA si separa; quella dell'attività elettrica cerebrale è solo un escamotage.

Io sono per la assoluta tutela di ogni forma di vita ma, se nella legge 40 è presente solo un accenno alla sua tutela ed il legislatore ha formulato la propria volontà a cazzo di cane, è giusto, secondo voi, lasciare la legge così com'è, se va persino a discapito della salute della donna? Secondo me assolutamente NO!!! Anche se venisse abolito il divieto di creare più di 3 embrioni, è sicuro che essi vengano impiegati in maniera amorale come ci viene propinato? Può darsi, però a questo punto ci sarebbe bisogno di una legge (questa volta fatta per bene) per regolamentare la ricerca scientifica sugli embrioni. Se il parlamento italiano fosse capace (ma non lo è, perché è composto da politici, non da ricercatori o teologi) di formulare una legge sulla ricerca e sulla tutela della vita dell'embrione (o di qualsiasi altra forma di vita) sarei il primo a votare a favore, anche se la promuovesse Berlusconi in persona!!! I politici invece sono purtroppo una razzaccia. La parola "politico" non rispecchia per niente la parola greca da cui deriva: i politici, con l'eccezione forse (e ribadisco "forse") di pochissimi, lavorano per il proprio interesse, non per quello della comunità. Quindi freghiamocene anche dei politici ed andiamo a votare secondo coscienza.

Accusatemi poi anche di essere un "infedele" ma c’è anche un’altra cosa da prendere in considerazione in tutta questa vicenda: è razionalmente plausibile che io come credente, e di conseguenza anche la chiesa, mi possa sbagliare; che la religione possa essere un qualsiasi altro insieme di credenze nate al solo scopo di rispondere ad una ESIGENZA, quella di allontanare la paura esorcizzandola con racconti e regole costruite ad hoc. Quindi come la mettiamo? Se fosse tutto sbagliato quello che ho appena detto, come ci dovremmo comportare? Sarebbe più opportuno tutelare l’embrione o chi è già in vita, dato che sarebbe unica ed irripetibile? Il dubbio mi assale… In tutte le religioni non c'è niente che già non esista nell'immaginario di ciascuno di noi, ed è probabile che non sia un qualcosa che ci viene dato dall'esterno, una rivelazione, un dono di una divinità... Potrebbe essere che siamo soltanto noi uomini che chiediamo aiuto disperati seduti su questo sasso sperso nell'universo, sempre in cerca del senso della nostra esistenza, uno qualsiasi, tanto che, alla fine, ci va bene tutto, purché sia facile: religione, superstizione, astrologia, il successo, il denaro!!! In definitiva, potrebbe essere l'uomo, grazie alla sua intelligenza a creare Dio. I meccanismi evolutivi della specie umana (regole di branco, concetto di premio, dinamiche sociali nel raggiungimento del rango, totem e tabù, paura della morte) possono aver creato questo inosservabile, ineffabile, onnipotente e chi più ne ha più ne metta Dio. Anche i lupi sono animali intelligenti, vivono in branchi e si sono dati le loro regole. L'unica differenza sta nel fatto che il lupo non sa di dover morire. Se lo sapesse forse si affretterebbe a farneticare di grandi territori di caccia che un giorno lo ricompenseranno della vita grama che è costretto a condurre qui ed ora.

Io non so quale sia, ovviamente, la "verità", ma sono dell'opinione che l'equilibrio di ogni persona si ottiene soltanto con la consapevolezza che tutte le cose hanno e avranno un termine, senza alcun senso che non sia quello descritto dalla termodinamica. Quando manca questo equilibrio, si va in paranoia, e ci facciamo qualsiasi tipo di sega mentale. Qui il discorso sarebbe molto ampio, ma rischierei di uscire fuori tema, quindi ritorniamo "sulla Terra" ed al referendum.

Da un referendum abrogativo su una legge formulata male sono sorte solo speculazioni e polemiche che, secondo me, non hanno né capo né coda. E' solo dietrologia e politica creata appositamente dal comitato scienza e vita e dalla chiesa. La legge è fatta male, la tutela dell'embrione come forma di vita non esiste. Se proprio vogliamo dirla tutta anche chi ha proposto il referendum abrogativo in questa maniera ha sbagliato: l'art. 1 della legge 40 da abrogare doveva essere messo in un quesito a parte. Mettendolo insieme ad altre parti della legge in cui non è tutelata per niente la salute della donna, è ovvio che una persona razionale e sensata sceglie il male minore e vota SI'!!!

Ci sarebbe anche un lungo discorso da fare anche per quanto riguarda la legge sull'aborto, legge ingiusta e da rivedere, secondo il mio umile e modesto parere. L’aborto è un omicidio autorizzato bello e buono. La legge 194/1978 consente l’aborto alla donna (ed esclusivamente a LEI) solo entro i primi 90 giorni, per i motivi che ho scritto più sopra. Tanto per cominciare perché solo LEI può decidere e non INSIEME A LUI? LUI non viene cagato neppure di striscio!!!

Da alcune statistiche risulta che il 50% della gente pensa di non essere in grado di decidere sul referendum per la procreazione medicalmente assistita.

Ma cosa vogliono farci diventare? Dei pecoroni che non sono in grado di pensare da soli? Beh a questo ci siamo molto vicini!!!

In una società democratica non importa che uno abbia mille lauree o solo la licenza elementare, il voto pesa quanto quello degli altri, questo perché tutti siamo uguali. Se uno ha una laurea non vuol dire che ne capisca di più di uno che ha fatto solo le elementari, Basta vedere certa gente laureata che spara stronzate megagalattiche. Tutti abbiamo un cervello e abbiamo il diritto dovere di usarlo. L'essere umano e' un indeciso di natura, per questo vive in società, non e' in grado di prendere le decisioni "giuste" da solo, quindi far parte della società comprende anche avere un'opinione (tutti hanno una opinione!!!!) ed esprimerla attraverso il voto. Non esiste il giusto o lo sbagliato in senso assoluto. Non credo che esista persona al mondo che abbia un'idea certa ed assoluta sulle questioni aperte dal referendum, ma è proprio per questo che esiste la società, per risolvere questi problemi che sono superiori alla nostra intelligenza!!! Ma dobbiamo ricordarci che se viviamo in una società abbiamo anche dei diritti e dei doveri che bisogna rispettare ed il votare e' proprio uno di questi.

Pubblicato il 9/6/2005 alle 17.59 nella rubrica Diario.

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